Mangiare vegetariano al Ristorante Cracco

Era un po’ che io e Francesca, incuriositi dai programmi tv, volevamo provare il ristorante di Cracco (via Victor Hugo 4, Milano). E abbiamo deciso di farlo per festeggiare il compleanno di Fra. Tavolo prenotato per tempo e, per tempo, segnalato che eravamo vegetariani.

Nella telefonata di verifica del giorno prima ci veniva chiesto conferma di cosa non mangiavamo (né carne, né pesce, come si intitola questo blog) e informazioni su eventuali intolleranze.

Il locale è davvero bello e ben arredato. Le luci sono per lo più nascoste ma illuminano in modo fantastico questo posto, enorme, che un tempo era una cantina.


C’è una cura spasmodica per i piatti (alcuni, di fattura orientale, da perderci la testa) e per i dettagliAl nostro arrivo, camerieri efficienti e gentili ci annunciavano che lo chef, purtroppo assente, aveva preparato un menù Veg per noi.

E dunque siamo partiti, come aperitivo, con delle verdure essiccate. Davvero ottime.
Sempre di antipasto è stata messa al centro della tavola una pasta di pizza lievitata al vapore e una tempura di foglie. Inusuali  .  Poi sono cominciati ad arrivare piatti sempre più elaborati.

Come lenticchie, con passion fruit e castagna affumicata.  Poi rape affumicate, nocciole e burro al the matcha. Un mix che in bocca ha un effetto incredibile.
Per far riposare un po’ (ma non troppo) le papille gustative è arrivata una insalata di zucca, songino , crema di melograno. Poi il, fantastico, piatto forte della casa: tuorlo d’uovo marinato con patate affumicate, verza e senape in grani.

Per me il migliore della serata. Altra sosta.

Questa volta elaborata e curiosa: un babà di peperoni!   Dopo questa pausa, molto gustosa, si passa al insalata di verza con carote e crosta di patate.

Super! Poi un piatto, di ceramica, che sono rimasto a osservare a lungo: al suo interno, dei curiosi carciofi al Chinar e liqurizia.  La maggior parte delle portate era delicata e con semplici assaggi.

Il prossimo piatto, sia per la consistenza sia per la quantità, ci ha un po’ azzoppato il resto della cena.

Il piatto in questione è: risotto al sesamo con compost di mandarino, con pepe e germogli di senape.  Anche se il riso ci ha un po’ spento l’appetito, non ha smorzato la curiosità dei piatti successivi.

Come la crema di verdure con vino cotto. Impiattato come fosse un quadro.  Poi un’altra portata che ha entusiasmato Fra: fagioli cannellini con fragole essiccate e yogurt.

img_8099Visto che sembravano senza fondo (e senza dieta, dimenticata a casa per una sera) dalla cucina ci hanno omaggiato di questo “dolce-non dolce“: gorgonzola di Abbiategrasso con gelato e semi di senape. Da provare.  Poi i dolci veri e propri: nuvola di mascarpone con cioccolato, su una purea di pere e amaretto. Vieni voglia di tornare nel locale solo per assaggiarla di nuovo. Come a inizio cena erano arrivata le verdure essiccate ora è la volta della frutta. Che, in questo modo  mantiene tutto il suo gusto. Insieme a dolci di carnevale e marshmellow di melograno. Infine, ma a quel punto eravamo esausti: mandorle caramellate e nocciole ricoperte di cacao.
Perché sì: gusti e abbinamenti mai provati altrove.

Perché no: senza lo chef che spiega i piatti, un po’ si perde la genesi di queste creazioni.

Quanto costa: parecchio, ma era un regalo e non posso scriverlo.

E poi: arredamento davvero rilassante, luminoso e piacevole.

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